Transcription
Eccoci in una nuova puntata del nostro percorso di storia moderna. Nelle precedenti puntate abbiamo parlato del Risorgimento italiano e anche, in precedenza, dei moti insurrezionali del 1848. Ho preferito unire insieme le lezioni relative all'Italia; quindi, troverete due lezioni precedenti a questa legate al Risorgimento e a quello che succede dopo il Risorgimento. In questa lezione, invece, torniamo un attimo indietro a vedere l'Europa dopo il 1848. Quindi, cosa succede in Europa dopo i moti insurrezionali del 1848? Iniziamo subito la lezione.
Allora, arriviamo a dire che tutti questi moti rivoluzionari sono stati fallimentari, sono stati fallimentari a 360°, perché lo sono stati per i repubblicani, così come per i nazionalisti, così come per i socialisti. Perché i repubblicani, che volevano una repubblica, eh, hanno fallito in quanto, nella maggior parte dei casi, sono tornate le monarchie assolute, come per esempio in Francia con Luigi Carlo Luigi Napoleone Bonaparte, cioè Luigi Napoleone Bonaparte III. Poi abbiamo i nazionalisti; anche in questo caso hanno fallito perché non sono riusciti ad unificare delle Nazioni. E anche i socialisti che non sono riusciti a raggiungere, a ottenere quelle riforme che avevano richiesto, che avevano eh proposto. Per cui c'è stato un fallimento trasversale in quasi tutta l'Europa. Ma dobbiamo sempre vedere che le rivoluzioni partono sempre da qualcosa; i cambiamenti partono sempre da qualcosa, e questi moti insurrezionali sono stati comunque un punto di partenza importante per poi giungere a dei cambiamenti che magari non sono stati immediati, ma che ci sono stati nel nel tempo.
Vediamo adesso com'è la situazione in Gran Bretagna con la regina Vittoria. Infatti, siamo nel periodo dell'età vittoriana; stiamo parlando di 64 anni di regno della regina Vittoria, dal 1837 al 1901. È un periodo di grande prosperità; ricorda molto l'età elisabettiana di Elisabetta I, un periodo di benessere, di equilibrio, di stabilità politica, dove la rivoluzione industriale era già ben avviata, stava, era già iniziata. Vi ricordate nel 1770? Ed era già ben avviata, quindi stava funzionando molto bene; il settore industriale stava, si stava espandendo sempre di più. C'era un primato economico e commerciale molto importante, dovuto anche all'imperialismo coloniale, perché la Gran Bretagna anche e soprattutto durante l'età vittoriana manifesta ulteriormente il proprio primato a livello coloniale, diventando proprio la colonialista per eccellenza, la nazione colonialista per eccellenza. Inoltre, c'era un maggiore benessere anche delle del Popolo, perché c'erano redditi più alti, un maggior ehm reddito, quindi portava a maggiori spese e maggior benessere. Questo era dovuto anche ad una stabilità politica, con i liberali che hanno governato dal 1850 al 1870, con due principali protagonisti della scena che vediamo insieme alla Regina Vittoria, cioè Henry Palmerston e William Gladstone. Henry Palmerston era dell'ala moderata, è stato primo ministro dal 1855 e si focalizzò sulla politica estera, cercando prima di tutto di stoppare le ambizioni internazionali della Francia con Napoleone I e anche quelle della Russia che cercava un po' di espandersi verso i Balcani e verso il Manero, visto che l'impero Ottomano era in estrema crisi. Infatti, nel 1854 Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra alla Russia, a cui poi si aggiunse anche il Regno di Sardegna in aiuto durante quella che fu chiamata la guerra di Crimea. Qui noi, in questo periodo con Palmerston, abbiamo soprattutto una focalizzazione su quella che era la politica estera. Poi abbiamo invece William Gladstone. William Gladstone era un liberale e si è focalizzato maggiormente invece sulla politica interna, con l'estensione del diritto di voto, la riforma approvata nel 1867. In realtà, durante il governo di Israele, di di Israeli, poi sono state fatte delle riforme per i lavoratori, ehm, dove sostanzialmente venivano dati maggiori diritti e maggiori, come dire, opportunità. Importante parlare della Reform Act, cioè del suffragio che venne dato prima ad operai, artigiani benestanti e poi ai contadini con figli a carico. Quindi si è passati da 3 a 5 milioni di persone votanti, sempre uomini. Infatti, qua vedete che c'è una presenza forte dei movimenti operai, ma poi vi ho scritto anche movimenti per i diritti delle donne, come diritto di lavoro, di voto. Cioè vuol dire che in questo periodo le donne iniziano a farsi sentire, iniziano a lamentarsi del fatto di non avere il diritto al voto. Quindi, quella 14,5% della popolazione votante era in realtà uomini, tendenzialmente benestanti oppure con contadini con figli a carico. Iniziano quindi ad esserci sempre più forti i movimenti operai e anche i movimenti per i diritti alle donne.
Vediamo adesso l'Impero asburgico. Eh, si parla in questo periodo ehm della seconda restaurazione, perché l'Impero asburgico era riuscito a resistere ai moti rivoluzionari del 1848, però ne usciva un po' scalfito, ne usciva un po' con difficoltà; aveva bisogno di una seconda restaurazione, così come è stata definita, cioè ritornare a prendere mano, soprattutto il sovrano, a riprendere in mano l'impero e a ristrutturarlo. Infatti, il potere torna nelle mani del sovrano e dei ministri che sono, erano eletti dal sovrano stesso, che revoca la Carta Costituzionale del 1849. Viene dato maggiore controllo; quindi, il sovrano ritorna ad essere l'imperatore, ritorna ad essere un sovrano assoluto che revoca addirittura la Carta Costituzionale, controlla maggiormente e militarmente i territori, soprattutto quelli con mire indipendentiste. Io vi faccio l'esempio del Lombardo Veneto, ma anche dell'Ungheria che avevano cercato in qualche modo durante i moti insurrezionali di trovare l'indipendenza. Chi era il re? Era Francesco Giuseppe, che regnerà per 68 anni, fino al 1916. Che cosa fa? Beh, allora, innanzitutto fa un rinnovamento del concordato con la Santa Sede. Sapete che l'impero asburgico era sempre stato al fianco della Santa Sede, aveva sempre cercato di trovare degli accordi favorevoli ad entrambi. Anche in questo caso Francesco Giuseppe concorda con la Santa Sede che l'istruzione sarebbe stata sempre sotto, sotto il controllo della Chiesa, cosa che invece, per esempio, in altri paesi come la Francia si era già laicizzata, la l'istruzione. E poi ehm avrebbero controllato la stampa; quindi, la libertà di opinione, di stampa era eh, non dico nulla, ma sicuramente non una vera e propria libertà. Poi c'è stata una modernizzazione dell'impero, con una focalizzazione su quello che era lo sviluppo del dell'impero, per quanto riguarda le infrastrutture, per quanto riguarda l'aspetto tecnologico e lo sviluppo economico industriale. Anche se comunque questa questo Impero rimaneva molto indietro rispetto ad altre potenze come la Gran Bretagna e la Francia. Sempre per quanto riguarda l'impero asburgico, parliamo nel periodo dopo il 1848 di tre guerre, ben tre guerre che hanno sicuramente, ha avuto un impatto molto importante sull'impero asburgico, che ne è rimasto comunque non solo scottato, ma indebolito di sicuro. Nel 1859, ne abbiamo già parlato durante il Risorgimento italiano, perde la Lombardia; nel 1864 vince contro la Danimarca insieme alla alla Prussia; e nel 1866 contro la Prussia e l'Italia, perde e viene espulsa dalla Confederazione Germanica. Queste tre guerre portano ovviamente a dover leccare le ferite, come si suol dire; cioè, si perdono, quando si fanno queste guerre, si perdono ingenti somme di denaro e ritornano a, diciamo, in auge questi movimenti, questi moti indipendentisti, come in Ungheria. Nel 1867 c'è un cambiamento dell'assetto istituzionale con la nascita della duplice monarchia, perché ovviamente l'impero ha capito che doveva creare un impero che andasse incontro alle esigenze, soprattutto dell'Ungheria, che da tempo cercava di diventare indipendente. Così diventa una duplice monarchia, sotto un unico sovrano, chiamata Impero di Austria-Ungheria, quindi diviso in due stati, ma legati da un unico sovrano.
Vediamo adesso la Russia. Allora, la Russia era la Russia degli Zar, Zar, Zar Nicola I dal 1825 al 1855 e Zar Alessandro II dal 1855 al 1881. Eh, una Russia super arretrata, molto russificazione, insieme al proprio Consiglio dei Ministri, ovviamente scelto da loro, e avevano in mano un territorio veramente grandissimo; era il paese più grande del mondo, perché l'estensione della Russia all'epoca andava dalla Polonia, pensate, fino ad arrivare all'Alaska, che poi fu ceduta successivamente nel 1867 agli Stati Uniti. Quindi, se voi pensate a livello proprio eh di lunghezza, ma anche di espansione verso sud, la Russia era grandissima, era il paese più grande del mondo, e proprio perché era un paese grandissimo, al suo interno c'erano diverse culture, c'erano diverse esigenze, e anche in questo caso c'erano diversi moti indipendentisti che venivano, tra l'altro, sedati con una brutalità e con una violenza inauditi. Eh, la Russia voleva eh repressione fortissima, tra l'altro un fortissimo antisemitismo, dove c'erano, m, 5 milioni di ebrei che vennero ghettizzati; quindi, venivano creati proprio dei ghetti eh dove potevano vivere gli ebrei, ed erano veramente molto discriminati. E eh questa russificazione non ha aiutato nello sviluppo, perché la Russia era molto arretrata eh sia socialmente che economicamente che tecnologicamente. Pensiamo che era il 90% della popolazione erano agricoltori. Eh, stiamo parlando di 60 milioni di abitanti, di cui 20 milioni erano servi della gleba, servi della gleba che, diciamo, la servitù della gleba venne abolita soltanto nel 1861 dallo Zar Alessandro II. Stiamo vedendo uno stato enorme, una nazione grandissima, arretrata, ma con dei piccoli, timidissimi spirali di rivoluzione industriale, solo geolocalizzati, quindi a Pietroburgo le industrie meccaniche, a Mosca le industrie tessili, a Kiev l'industria mineraria, ma per il resto era tutta agricoltura. Questo è un paese, una nazione in cui si sviluppa in modo fortissimo, e poi lo vedremo in una lezione dedicata proprio sulla rivoluzione russa, il partito, il pensiero socialista, e quindi qua vi lascio proprio immaginare quello che, anche perché, insomma, il 90% erano agricoltori, poi una buona parte restante erano operai, e quindi nasce molto forte questo pensiero socialista.
Veniamo adesso alla Francia. Francia di cui abbiamo parlato tantissimo, perché il '700 e l'800 ha visto come protagonista la Francia, anche con la rivoluzione francese, e noi adesso siamo arrivati al punto in cui si è passati dalla monarchia alla Repubblica, e poi dalla Repubblica si è tornati alla monarchia con Luigi Napoleone Bonaparte, cioè chiamato Napoleone III. Lui ha fatto appunto questo colpo di stato nel 1851 e ha restaurato l'impero nel 1852. In questo periodo si parla del bonapartismo. Che cos'è il bonapartismo? Cioè è un assolutismo di Bonaparte, cioè di Napoleone III, un accentramento politico, un populismo, perché Napoleone era perfettamente consapevole, visto la storia passata, che doveva assolutamente andare incontro alla al popolo, farsi amare dal popolo, persuadere il popolo attraverso anche una strategica propaganda politica. E poi si è focalizzato molto sulla modernizzazione del paese; quindi, seguendo un po' la scia della Gran Bretagna, ha cercato di iniziare la sua rivoluzione industriale e a iniziare a migliorare anche le infrastrutture, con la creazione di ferrovie, ponti, strade pavimentate e via dicendo. Napoleone III si è focalizzato anche sulla politica estera. Vi ricordate la guerra di Crimea, cui ha partecipato al fianco della Gran Bretagna contro la Russia? E poi vi ricordate nel Risorgimento italiano l'accordo preso con Cavour, gli accordi di Plombières, per per aiutare il Piemonte contro l'Austria, e vincendo contro l'Austria riesce ad annettere alla Francia Nizza e la Savoia. Per quanto riguarda la politica interna invece, dopo gli anni '60 abbiamo diverse riforme liberali, come il diritto allo sciopero, l'ampliamento della libertà di stampa, l'aumento dei poteri legislativi a discapito di quelli esecutivi; quindi, una maggiore, un maggiore potere, anzi, una detrazione del potere del di Napoleone III, che perdeva potere. Ma nonostante tutto ci fu un grandissimo malcontento del Popolo nei confronti di Napoleone III. Napoleone III cercava di di ripagare il popolo aumentando lo spirito nazionalista, facendo che cosa? Focalizzandosi sul colonialismo; quindi, riaccendendo gli animi nazionalisti attraverso questo colonialismo che vi metto qui in slide in modo molto breve, perché negli anni '30 e '40 sono hanno colonizzato l'Algeria. Poi vedete tutti gli altri. Tra l'altro, vedete Città del Messico, anche se in realtà è stata conquistata e liberata subito dopo grazie all'aiuto del degli Stati Uniti. Quindi in realtà Città del Messico è rimasta in mano ai francesi veramente molto poco, però vedete che c'è una focalizzazione sul colonialismo voluta anche proprio per riaccendere gli animi nazionalisti e dare ancora più potere e lustro alla Francia, che era sempre stata comunque in grande competizione con la Gran Bretagna.
Vediamo adesso la Prussia. La Prussia che all'inizio era un piccolissimo regno, molto debole, molto tranquillo, invece poi diventa in questo periodo, nell'800, uno stato potente e molto temuto. Il re di Prussia era Guglielmo I, che regnò dal 1861 al 1888 e che realizzò uno stato caserma, cioè uno stato militarizzato, con tecnologie avanzatissime, con un esercito agguerrito, potentissimo, e poi l'arrivo di Otto von Bismarck è stato importantissimo, perché nel 1862 Guglielmo I nomina come primo ministro Otto von Bismarck della destra antiliberale, e Otto von Bismarck era un personaggio che poi conosceremo nelle prossime lezioni, era un personaggio molto importante, un cancelliere di ferro, decisamente molto meno moderato rispetto a Cavour, una persona che voleva raggiungere a tutti i costi l'unificazione tedesca, perché questo era il suo obiettivo in tre step che adesso poi vedremo, e lo voleva raggiungere a tutti i costi, costi quel che costi, non in modo moderato e strategico come aveva fatto Cavour, ma anche con la forza. E infatti vediamo che il progetto di unificazione nazionale tedesca può essere riassunto in tre step: 1864 c'è stata la conquista dei ducati di lingua tedesca del nord che sono stati strappati alla Danimarca; 1866 la guerra austro-prussiana e la vittoria prussiana, quindi della Prussia, e la cessione di buona parte della Germania; ed infine c'è stata la guerra franco-prussiana nel 1870, dove la Prussia vince e Napoleone III, pensate un po', che era proprio nel in battaglia, si consegna al nemico come prigioniero, e finisce così l'impero di Napoleone III, e viene ceduta l'Alsazia e la Lorena, che erano sempre state rimbalzate. No, probabilmente vi ricordate Alsazia e Lorena, perché erano sempre state un po' della Russia, un po' della della Francia, e poi se li rimbalzavano, perché comunque erano due territori molto ambiti per via dell'aspetto economico e industriale, perché era comunque due realtà molto ricche. Nasce così il Secondo Reich. Secondo Reich con Guglielmo I come imperatore di Germania dal 18 gennaio 1871, perché Secondo Reich? Perché il primo Reich era stato il Sacro Romano Impero. 1000 anni dopo il Sacro Romano Impero nasce questo Secondo Reich, e Otto von Bismarck diventa il primo cancelliere di questo Secondo Reich. 1871. Riprendo un attimo l'aspetto della Francia, perché come abbiamo detto c'è stata questa guerra franco-prussiana che segna la fine dell'Impero di Napoleone III e la proclamazione della Terza Repubblica. Due giorni dopo la fine della battaglia la Prussia però non si fa sentire ancora, perché invade Parigi e il governo della Terza Repubblica cede, cioè non riesce a gestire questa invasione, ma il popolo sì, il popolo francese che è sempre stato uno abbastanza abituato a queste proteste e a queste rivolte si rivolta contro la Prussia e dà vita ad un governo rivoluzionario che viene chiamata la Comune. Poi ad un certo punto riesce a creare un'alleanza con la Prussia, e qui, come dire, ci fermiamo, perché vedremo poi successivamente che cosa succede sia con Otto von Bismarck sia in Francia. Bene, io vi aspetto nella prossima puntata; vi invito come sempre ad iscrivervi al mio canale e attivare la campanella per le notifiche, e poi vi chiedo di sostenermi anche sugli altri canali social. A presto!