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Il Terzo Reich e la politica dell'appeasement

Fabio Sandrecchi25:04

Transcription

In pochi mesi, a partire dal '33, la Germania era scivolata nelle mani di un solo partito: il Partito Nazionale Socialista Tedesco dei Lavoratori. Che riuscì a instaurare il totalitarismo in Germania, ovvero un completo assorbimento della vita dei suoi cittadini all'interno delle strutture dello Stato, partito che ormai coincidevano, e con la privazione di tutta una serie di libertà civili, in realtà faticosamente conquistate dal processo politico dell'Europa liberale.

Un esempio di tutto questo sono le leggi razziali, ovvero le Leggi di Norimberga, che furono appunto promulgate nel settembre del '35 e che vennero più volte implementate. Che privarono appunto i cittadini tedeschi ebrei di numerose libertà civili. Per esempio, vennero allontanati progressivamente dalle scuole e da tutti quei incarichi pubblici che, essendo cittadini tedeschi come gli altri, molti ricoprivano. Furono preclusi certi mestieri, venne per esempio introdotto il divieto di matrimonio tra ebrei e ariani.

Non era nemmeno così semplice definire poi chi fosse ebreo e chi fosse ariano, perché diventava una questione non solo culturale, ma biologica. E gli ebrei vennero, eh, progressivamente sempre di più dipinti come il nemico interno del paese, con la necessità anche di identificarli attraverso documenti di riconoscimento, attraverso veri e propri distintivi.

Molti di questi ebrei fuggirono dalla Germania, anche non soltanto a causa delle leggi razziali, ma anche dei vari attacchi antisemiti, vai pogrom organizzati a loro danno. E ancora una volta si ricordi la differenza fra antisemitismo e antisionismo: l'antisionismo, eh, implica un'ostilità, un'avversione nei confronti del programma nazionalista israeliano, mentre l'antisemitismo è un odio invece rivolto agli ebrei tout court, in quanto tali.

Uno di appunto questi pogrom, ovvero questi tentativi di pulizia etnica, queste violenze spontanee nei confronti della popolazione ebraica, più gravi, è la cosiddetta Notte dei cristalli, fra il 9 e il 10 novembre del '38, dove appunto in tutta la Germania vennero colpiti gli ebrei nelle loro abitazioni, distruggendo i loro edifici ad uso commerciale. Una manifestazione quindi spontanea, certo, in qualche modo gonfiata in precedenza dalla martellante propaganda nazista di odio e ostilità nei confronti di una popolazione ebraica che in Germania, in realtà, era, prima della scesa del nazismo, ben integrata all'interno della società.

I prigionieri appunto politici, invece, venivano destinati prima alla prigione politica e poi ai famigerati lager, i campi di concentramento, dei appunto, lo sottolineo, eh, eh, degli avversari, dei nemici politici del partito nazista. I campi inizialmente sono di concentramento, appunto, dei campi destinati a internare il nemico politico e non invece dei campi di sterminio, come saranno quelli presenti nei territori sotto il controllo della Germania a partire dal '42.

Certo, accanto a questa persecuzione politica degli avversari, è necessaria una ricerca capillare del consenso. E qui interviene appunto la martellante propaganda orchestrata dal ministro della propaganda Joseph Goebbels, che in tutti i modi cercava di ripensare e reinterpretare la vita della Germania in chiave nazista, anche per esempio adottando la celebre bandiera con la croce uncinata, la svastica, il simbolo del nazismo, come simbolo per la Germania intera.

Dall'altra parte, contribuiscono al consenso, contribuiscono le buone performance economiche della Germania, appunto, sotto il nazismo. In effetti, alla vigilia del conflitto mondiale, la Germania, del secondo conflitto mondiale, ovviamente, la Germania raggiungerà la piena occupazione. Una Germania che non sta più pagando le onerosissime riparazioni di guerra, una Germania che crea lavoro e dinamicità economica grazie a un capillare intervento dello Stato in economia, stimolando appunto i lavori pubblici, sviluppando l'arsenale bellico e la macchina militare. Sono interventi simili, da un certo punto di vista, a quelli adottati negli Stati Uniti dal New Deal di Roosevelt.

Dall'altra parte, mancherà la logica di ampio respiro che porterà in qualche modo anche la Germania a dover dare inizio a una guerra, anche per poter continuare ad alimentare quella macchina bellica che era stata avviata da Hitler per riportare la Germania a rango di grande potenza. Si tornerà anche, per esempio, alla leva militare obbligatoria. E ormai il partito inquadra ogni aspetto della vita dei cittadini, dal lavoro al tempo libero, con la necessità di tesserarsi al partito per poter lavorare, come era già accaduto in Italia con il fascismo.

Le continue parate militari, le adunate per i discorsi del Führer o degli altri rappresentanti del partito, le cerimonie laiche che però hanno comunque un sapore religioso. Sono anni in cui il nazismo recupera, in ottica anticristiana, tutto quell'elemento nordico, nordico religioso, e abbandona in parte la visione ruralista delle origini: un tedesco che è soprattutto un tedesco contadino, e quindi l'importanza dell'espansione a est verso i paesi slavi per instaurare questa sorta di grande comune, questa grande non comune, scusate, questa grande colonia agricola tedesca. Ecco, sostituisce invece il mito della potenza, dello sviluppo, della tecnica, dell'industria che affianca la crescita della Germania. Questo alienerà anche tanti, eh, simpatizzanti delle origini del partito, come per esempio il filosofo Martin Heidegger, nazista della prima ora, ma sempre critico nei confronti della tecnica.

Le cerimonie anche di natura sportiva. Attraverso lo sport e il successo nello sport, i tedeschi volevano affermare anche in questo campo la loro superiorità come popolo. Sono tutti elementi sacrali, tra cui il culto della personalità di Hitler, che fanno della Germania un paese in cui è presente una forte religiosità civica e laica, che ha poco a che fare con la religiosità internazionale, ma affiancata alla propaganda, diventa il grande collante di questa Germania irreggimentata nelle maglie del totalitarismo. Pensiamo anche alla gestione del tempo libero, per esempio, alla creazione della Gioventù Hitleriana per gestire il tempo libero dei giovani e in qualche modo fare propaganda e crescerli come nazisti.

Il '35 è un anno importante sia per le leggi razziali, abbiamo detto, le Leggi di Norimberga, sia per il ritorno alla coscrizione obbligatoria in Germania. Sono anni in cui il nazismo inizia a guardare all'estero, a voler appunto mettere in discussione quell'ordine che era uscito dal Trattato di Versailles. Sono gli anni in cui i francesi ricostruiscono le fortificazioni di confine fra Germania e Francia, la cosiddetta Linea Maginot, proprio temendo un possibile escalation e uno scontro con la Germania nazista.

L'Austria, che in quegli anni è comunque retta da una dittatura militarista di destra, viene scossa da manifestazioni e attentati filo-nazisti che volevano appunto rovesciare il governo dittatoriale austriaco per instaurare un governo nazista, poi sempre dittatoriale, ma nazista in questo caso. E riunire, con tre trattati del primo conflitto mondiale, l'Austria, contro il Trattato di Saint-Germain, l'Austria, l'Impero tedesco.

Venne organizzata una conferenza a Stresa, che vedeva come protagonisti l'Italia di Mussolini, il Regno Unito e la Francia, proprio per decidere come in qualche modo arginare e affrontare il pericolo nazista. E l'intento è lavorare insieme per mantenere l'ordine europeo e in qualche modo gestire i problemi territoriali. In realtà, eh, questa conferenza di Stresa si rivelerà un ultimo e inutile tentativo per proteggere l'ordine uscito da Versailles.

Responsabilità italiana, in gran parte, perché nel '35 l'Italia dà inizio all'invasione dell'Etiopia, un paese che faceva parte della Società delle Nazioni. E questo intervento militare italiano in Etiopia va ad alienare il consenso internazionale nei confronti dell'Italia, che si avvicinerà quindi di conseguenza alla Germania.

Nel frattempo, l'Unione Sovietica è avvantaggiata in realtà da questo, perché riesce a uscire dall'isolamento in cui si trovava da un quindicennio, da più di un quindicennio, proprio in ottica antinazista. Viene a crearsi questa alleanza militare fra francesi e Unione Sovietica, ricreando appunto quell'accerchiamento della Germania che, e abbiamo visto, essere uno dei motivi dello scoppio del primo conflitto mondiale.

Cosa testimonia appunto l'avvicinamento fra fascisti e nazisti da una parte, un allontanamento dall'Italia di francesi e britannici? È la guerra civile che si combatte in Spagna. La Spagna che era stata attraversata da un periodo, appunto, di forte instabilità dall'inizio degli anni '30, dopo l'abdicazione del re e l'instaurarsi di una forza socialista nel paese. Una Spagna, appunto, che a un certo punto viene sconvolta da una guerra civile che vede contrapposti da una parte i, eh, i cosiddetti repubblicani, le forze autoritarie, le forze filo-fasciste di destra, e dall'altra i comunisti e gli anarchici, in realtà molto divisi e spesso in scontro fra di loro, comunisti ovviamente in questo momento filo-sovietici.

Le potenze europee si accordano per non intervenire nel conflitto spagnolo, quindi per non sostenere il fronte delle sinistre da parte della Francia e della Gran Bretagna. Ovviamente, giocatore libero in tutto questo, l'Unione Sovietica, che persegue i suoi interessi. E dall'altra parte, Italia e Germania non si si impegnano a non intervenire direttamente a fianco dei repubblicani, cosiddetti spagnoli, fascisti spagnoli, guidati da Francisco Franco, il Caudillo, il Generalissimo. In realtà, attraverso l'escamotage delle truppe volontarie e poi in aperta rottura con gli accordi presi con le alte potenze, italiani e tedeschi intervengono direttamente nel conflitto, che dura dal '36 al, permettendo quindi alla fine la vittoria del fronte fascista.

Tra l'altro, sarà un intervento per l'Italia costosissimo, già in realtà prostrata dall'intervento in Etiopia, non semplicissimo, ma sarà un banco di prova della propria potenza per la Germania di Hitler. E il contesto del celeberrimo bombardamento del 1937 a Guernica, siamo in Biscaglia, quelli che oggi sono i Paesi Baschi nel nord della Spagna. Guernica bombardata dall'aviazione tedesca, affiancata di supporto da quella italiana, e bombardamento appunto di Guernica, che testimonia appunto la drammaticità di questo conflitto civile combattuto in Spagna, che è diventato celebre anche per il famosissimo quadro di Pablo Picasso.

Una Germania, quindi, che sta mostrando i muscoli, una Germania che in realtà vede rafforzarsi il consenso al suo interno e che in realtà, però, assiste nel frattempo alla fuga di tanti intellettuali, anche non ebrei. Molti ebrei si recheranno in Francia e poi negli Stati Uniti, proprio per sfuggire alle persecuzioni naziste, ma anche non ebrei, come Thomas Mann, che è stato uno dei più grandi letterati tedeschi di sempre, scelgono appunto di abbandonare il paese.

E si pone il problema di cosa fare con la Germania. Dopo Stresa, i britannici scelgono la cosiddetta politica dell'appeasement, che appunto è la politica intrapresa dal primo ministro inglese dell'epoca, Neville Chamberlain. L'idea è questa: l'ordine uscito dal primo conflitto mondiale è stato un ordine punitivo, ingiustamente nei confronti della Germania, e quindi le rivendicazioni di Hitler sono delle rivendicazioni, certo, portate avanti in modo oltranzista, ricorrendo anche alla violenza, ma in qualche modo legittime. E quindi pacificazione è la parola chiave, appeasement, soddisfare nelle sue, comunque, legittime rivendicazioni la Germania di Hitler per evitare il peggiore scenario possibile, ovvero un nuovo conflitto mondiale.

Siamo nel marzo del '38, e Hitler seppe approfittare appunto di questa tolleranza nei suoi confronti, soprattutto da parte dei britannici e del sostegno da parte dell'Italia, per annettere nel marzo del 1938 l'Austria, la cosiddetta Anschluss, trovando una minima, se non nulla, resistenza da parte degli austriaci. Vien accolto i nazisti in trionfo, e il referendum votato in massa dagli austriaci decide appunto la riunificazione dell'Austria con la Germania.

Germania che si mette a minacciare anche la Cecoslovacchia, perché in Cecoslovacchia è nato appunto dopo il primo conflitto mondiale, nel territorio dei Monti Sudeti, è presente una, eh, forte componente tedesca, e la propaganda tedesca nella Germania inizia a parlare delle violenze dei sudeti, che quotidianamente i tedeschi nel territorio dei Sudeti sono sottoposti a continue, appunto, violenze. Bene, è chiara l'intenzione tedesca di Hitler di riprendersi questi Monti Sudeti.

Come viene risolta la questione? Con la conferenza di Monaco del settembre del '38, in cui grande protagonista è l'Italia, che si pone come mediatrice tra la Germania di Hitler da una parte e dall'altra parte la Francia e il Regno Unito. Conferenza di Monaco, in cui viene decisa la cessione da parte della Cecoslovacchia del territorio dei Monti Sudeti alla Germania, in cambio di una fine delle rivendicazioni territoriali da parte di Hitler. Tra l'altro, è un momento che sottolinea anche la crisi di quell'idea di diplomazia e di consenso che doveva animare la Società delle Nazioni e l'ordine uscito dal primo conflitto mondiale, perché è un incontro a porte chiuse, in cui la Cecoslovacchia non è coinvolta direttamente e che riceve, semplicemente, costretta a ricevere, semplicemente ad accogliere gli esiti di questa conferenza e quindi ad accettare stupidamente il la cessione del territorio dei Monti Sudeti alla Germania.

E Chamberlain torna festosamente in Inghilterra, appunto, convinto di aver soddisfatto del tutto le richieste di Hitler e quindi di poter, in questo momento, contare su un'Europa ormai pacificata. Si sbagliava di grosso.

Marzo del '39, dopo un ultimatum, viene invasa la Repubblica Cecoslovacca. Hitler prende il controllo della Boemia, cioè del territorio della Cecoslovacchia intorno a Praga. Le altre regioni, ovvero la Moravia e la Slovacchia, si costituiscono come delle nuove repubbliche filo-naziste. E il tramonto della della peace, che testimonia appunto l'inaffidabilità di Hitler e delle sue richieste. Per questo il Regno Unito e la Francia sceglieranno di legarsi militarmente alla Polonia.

Iniziano i contatti stretti con l'Unione Sovietica per decidere come affrontare l'imminente invasione tedesca della Polonia, perché nel frattempo è già iniziata l'attività di propaganda denunciando tutte le violenze alle quali sono sottoposti i tedeschi che vivono in Polonia, quindi la necessità di un intervento tedesco per, appunto, in qualche modo soccorrere il suo stesso popolo. La Polonia, appunto, si sente in pericolo. Da una parte teme l'imminente invasione tedesca, dall'altra parte teme la possibile invasione sovietica nel caso scoppiasse una guerra. I sovietici potranno entrare in territorio polacco da est per arginare l'avanzata tedesca e, se sì, poi se ne andranno o coglieranno occasione per instaurare un regime comunista in Polonia? I polacchi, in sostanza, eh, pur nel pericolo, vedono con estrema diffidenza l'alleato sovietico, che in questo momento non è alleato diretto della Polonia, ma della Francia, e non vogliono in alcun modo aprire i propri confini ai sovietici in caso di guerra.

Nel frattempo, Hitler si lega militarmente all'Italia, dalla quale era già legata, appunto, con la guerra in Spagna e alla quale si era legato con l'Asse Roma-Berlino, in una vera e propria, appunto, alleanza militare, il Patto d'Acciaio. Tra l'altro, l'Asse Roma-Berlino, poi nel '40, sarà esteso a Tokyo, che in questo momento è controllato, appunto, sempre da una dittatura, che però vede a capo l'imperatore del Giappone.

Qual è il grande capolavoro di Hitler, però, in tutto questo? Non soltanto allearsi con l'Italia, che non sarà poi militarmente di grande supporto. Il capolavoro di Hitler sarà saper sfruttare le tensioni che dividono, appunto, l'Unione Sovietica e gli altri paesi del fronte anti-tedesco. Unione Sovietica che teme questo. Stalin è un leader paranoico, ma nella sua paranoia molto spesso vede lontano. Si teme che le potenze occidentali volessero scaricare l'impeto della macchina da guerra nazista sull'Unione Sovietica, che, appunto, è un bersaglio dell'espansione della Germania, secondo la teoria dello spazio vitale. Appunto, l'ostilità polacca nei confronti dell'Unione Sovietica non fa che esacerbare ulteriormente gli animi, e Hitler SAP cogliere l'occasione.

Il 23 agosto del '39 viene reso noto il Patto Molotov-Ribbentrop, che appunto vede la la firma dei ministri degli esteri tedesco Ribbentrop e del ministro degli esteri sovietico Molotov, con grande gioia da parte di Stalin, che vede un modo per uscire da questa situazione di enorme fragilità geopolitica dell'Unione Sovietica. Un patto di non aggressione, appunto, tra la Germania e l'Unione Sovietica.

Quindi, con il Patto Molotov-Ribbentrop, l'Unione Sovietica si sfila da quel sistema di alleanze che lo aveva legato alla Francia e quindi all'Occidente, che è durato pochi anni e crolla sotto il peso della reciproca diffidenza. Ma nel frattempo, affianca il Patto Molotov-Ribbentrop, un patto segreto stretto fra Germania e Unione Sovietica per la spartizione della Polonia, cosiddetta quarta spartizione della Polonia. Ed effettivamente, così avverrà.

Il Patto Molotov-Ribbentrop è reso noto, appunto, a poco più di una settimana prima dello scoppio del conflitto mondiale, con l'invasione il primo settembre da parte della Germania della Polonia e, appunto, dall'altra parte, l'immediata invasione della Polonia da parte dei sovietici, sulla carta per tutelare i polacchi, questa è la scusa, ma poi per prendere il controllo, in sostanza, dell'est della Polonia, instaurare un governo filo-comunista.

Nessuno, però, ancora una volta, poteva immaginarsi che cosa sarebbe accaduto di lì a pochi mesi, ovvero un'Europa dilagata dal più grande conflitto che abbia mai conosciuto, il più grande conflitto mondiale di sempre, ovvero il secondo conflitto mondiale.