Transcription
Miran si prepara per incontrare Firat e scoprire la verità sulla sorte del figlio di Sultan.
Reyyan dice al marito che devono aiutare Esma a riconciliarsi con suo figlio. Azize si reca da Sultan e le rivela che Aslan le ha mentito: non ha rinunciato a Reyyan e si trova ora in una nuova casa. Azize è pronta a portare Sultan da suo figlio, ma pretende che lei prenda una decisione immediata: o aspetta in silenzio finché non sarà lei stessa a portarcela, oppure non lo vedrà mai più. Sultan capisce che la suocera vuole trasformarla nella carceriera di suo figlio. Azize le assicura che è l’unica decisione giusta, per non dover poi piangere sulla sua tomba.
Firat e Miran dissotterrano la tomba del figlio di Sultan e scoprono che è vuota. Miran capisce che il fratello di Gönül è vivo ed è tra loro. Firat è impaziente di sapere chi sia questo fratello. Miran è convinto che si tratti di Aslan Karahan, che si è infiltrato nella loro famiglia con l’inganno e che in realtà è Aslan Aslanbey, suo cugino. Racconta a Firat che tutto è iniziato con il rapimento di Reyyan, proprio allora comparve il primo biglietto, seguito da altri, uno dei quali lo condusse da Şükran. Ma Miran ha capito chi li scriveva quando ha trovato nella casa di Aslan i bozze dei messaggi. E quando Gönül gli ha raccontato che era stata la nonna a costringerla a divorziare da lui, Miran ha fatto il collegamento e ha capito che Aslan è in realtà il figlio che tutti credevano morto di Sultan. Miran ricorda che in tutti quei messaggi si accusava Azize o si rivelavano suoi segreti, il che significa che qualcuno la odia profondamente oltre alla famiglia Şadoğlu. Dal racconto, Firat capisce che Aslan è l’autore segreto dei messaggi, ma non comprende come Miran sia arrivato alla conclusione che sia il fratello di Gönül. Miran spiega che Azize si arrabbiò quando Aslan salvò Azat, oppure voleva farlo credere, ma poco dopo li vide insieme al terreno abbandonato, conversando con dolcezza. Da lì capì tutto e per confermare il sospetto, chiese a Firat di trovare il certificato di morte del figlio di Sultan. Miran è convinto che ci siano troppi indizi che portano a un solo nome: Aslan. Firat si chiede perché Aslan non abbia ancora ammesso di essere un Aslanbey. Miran risponde che Aslan è venuto a Mardin per vendicarsi di Azize. È certo che Aslan ha salvato Azat per guadagnarsi la fiducia dei Şadoğlu e allearsi contro Azize. Tuttavia, Firat non comprende perché Aslan veda Miran come un nemico, se sono cugini. Miran è sicuro che Aslan voglia la sua vita per poter avere Reyyan e che il suo amore per Reyyan ha cambiato tutti i suoi piani. Ora Miran sa come agire.
Reyyan chiede a una guardia di portare via alcune cose dalla sua stanza. Azize la rimprovera per aver preso cose dalla villa senza il suo permesso. Azize vuole entrare nella stanza di Reyyan per vedere cosa ha deciso di eliminare, ma Reyyan le sbarra la strada e le dice che non ha alcun dovere di renderle conto o chiederle il permesso su cosa fare nella sua stanza. Reyyan si giustifica dicendo che ha molto lavoro da fare. Azize si interessa a cosa sia tanto occupata Reyyan. Reyyan le racconta che ha intenzione di trasformare la terrazza superiore in un giardino d’inverno per rendere la casa più vivace e vuole anche ristrutturare la cucina. Azize le ricorda che quella non è la villa degli Şadoğlu e che nessuno le ha dato il permesso di cambiare tutto in quella casa. Reyyan risponde che ormai è la padrona della casa degli Aslanbey e che è casa sua, quindi intende trasformarla come desidera. Azize ribatte che è ancora viva. Reyyan colpisce duramente con le parole, dicendo che Azize è da tempo morta per tutti, che per Miran non è più nessuno e che ormai nessuno si cura più di lei e delle sue azioni malvagie, perché non ha né coscienza né onore, e l’ombra di Azize che vaga per la casa non interessa a nessuno. Azize capisce che Reyyan ha deciso di prendere definitivamente il controllo della casa.
Firat e Miran arrivano alla casa di Aslan, ma nessuno apre la porta. Miran la sfonda e dice all’amico che devono trovare una prova che Aslan appartiene alla famiglia Aslanbey. Miran perquisisce lo studio di Aslan e trova un documento di proprietà della casa. Nota anche un telecomando sul tavolo. Premendo il tasto, le librerie si aprono e compare una parete con una foto di Reyyan e la scritta: “Sappi, nonna! Sarai distrutta da me.” Miran sente la voce di Mahfuz. Miran esce nel corridoio e pretende che Mahfuz gli dica dov’è Aslan. Mahfuz mente dicendo che Aslan è partito per l’estero e ordina ai ragazzi di andarsene. Prima di uscire, Miran colpisce Mahfuz al naso con la testa, mentre Firat sarcasticamente consiglia a Mahfuz di lasciare le chiavi sotto lo zerbino, indicando che la sicurezza della casa è pessima. Quando se ne vanno, Mahfuz entra nello studio di Aslan e trova il telecomando sul pavimento. Premendo il tasto, anche lui vede la parete con la foto di Reyyan e la scritta per Azize. Mahfuz sospetta che Miran abbia visto tutto. Poi chiama Asiye e le racconta che Miran e Firat hanno appena perquisito la casa. Uscendo, dice ad Asiye che Aslan è scomparso e che non riesce a contattarlo da due giorni. Asiye gli riferisce che Sultan è nella sua stanza e Gönül all’hotel. Mahfuz le chiede di avvisarlo appena ci saranno novità su Aslan.
Intanto Miran, che era sotto le scale, ascolta la conversazione. Racconta a Firat di aver sentito che Aslan è scomparso e che Sultan sa che suo figlio è vivo e che volevano fuggire insieme. Miran è certo che Aslan sa qualcosa su Azize e che ora o è fuggito da lei o è stata Azize a farlo sparire. Miran dice che deve trovare Aslan.
Intanto Aslan è tormentato dalle allucinazioni. Miran arriva alla nuova casa comprata da Aslan e cerca di entrare. Spara alla serratura ed entra. Un medico mandato da Azize arriva da Aslan. La guardia dice che il ragazzo è in cattive condizioni. Miran perquisisce la casa e capisce che è vuota. Ricorda la chiamata ricevuta da Firat per l’acquisto della casa e capisce che Azize l’ha comprata per rinchiudere suo nipote.
Azize accompagna Sultan fino al cancello. Sultan ammette che quando ha scoperto che Azize le aveva portato via il figlio, ha voluto ucciderla, ma ha rinunciato perché ha deciso che Azize doveva vivere con il dolore di aver perso suo figlio. Azize ribatte che Sultan non ha perso suo figlio, lo ha solo temporaneamente allontanato, mentre lei lo ha perso per sempre. Azize dice a Sultan di prendere suo figlio e sua figlia e di non tornare a Mardin finché non glielo permetterà. In quel momento i cancelli della villa Aslanbey si aprono ed entrano Miran e Firat. Miran chiede alla zia dove stia andando con la valigia. Sultan risponde che ha deciso di andare a trovare sua figlia. Miran le chiede di non avere fretta, perché Gönül è appena arrivata da loro. In quel momento Gönül entra nella villa e con un gesto intima alla madre di non avvicinarsi. Miran si avvicina ad Azize e le dice che non è tutto, perché ha portato anche un’altra persona: il nipote della nonna e figlio di Sultan – Aslan Aslanbey. Sultan guarda confusa verso il cancello della villa e vede suo figlio. Azize fissa Miran con rabbia, capendo che ha di nuovo rovinato i suoi piani e ostacolato i suoi intenti. Gönül accusa la madre di aver saputo che suo fratello era vivo ma di aver taciuto. Sultan cerca di spiegare alla figlia che stava aspettando il momento giusto. Azize non regge più la tensione e urla: "Basta!". Miran risponde alla nonna che sì, davvero ne hanno abbastanza, perché mai avrebbe pensato che sua nonna potesse essere così crudele. Miran la accusa di aver osato separare con violenza un piccolo bambino da sua madre. Azize assicura che non è stata lei a separarli. Racconta che quella notte il medico la chiamò dicendole che suo nipote non avrebbe vissuto più di qualche ora. Sultan era ancora priva di sensi dopo l’operazione. Azize dice di aver voluto portare il bambino da Sultan, sperando che la vicinanza della madre gli avrebbe dato la forza di vivere, ma seppe che il bambino era stato rapito da Fusun Aslanbey – la sorella minore di Nihat Aslanbey. Azize racconta che Fusun aveva rapito il bambino senza sapere che fosse in fin di vita e che voleva crescerlo per strapparle il potere. Fusun la odiava e non voleva che sposasse Nihat. Azize afferma di aver cercato per anni il nipote, ma invano, finché un giorno, quando Fusun era in fin di vita, la chiamò e le restituì il bambino. All’epoca Aslan aveva tre anni. Fusun era gravemente malata e decise di restituire il bambino. Azize assicura di non aver riportato il nipote a casa per proteggerlo dalla vendetta di sangue. Miran rimprovera la nonna per aver protetto un nipote e sacrificato l’altro. Azize ammette di averlo fatto per salvare la stirpe. Gönül accusa la madre di averle nascosto la verità come la nonna e chiede ad Aslan di non chiamarla sorella. Dice che ha già un fratello, e non è lui. Gönül chiede a Firat di portarla all’hotel, dicendo che le fa schifo stare in mezzo a questi bugiardi. Sultan rimprovera il figlio per aver rimandato troppo a lungo il momento di dire la verità a Gönül, nonostante lei lo avesse pregato. Aslan dice alla nonna che voleva proteggerlo, ma lo ha ferito più di quelli che lei chiama nemici. Aslan intende lasciare la villa Aslanbey, ma Azize lo prega di restare, ricordandogli che quella è casa sua. Sultan teme che se la famiglia Şadoğlu scoprirà che Aslan è un Aslanbey, si scaglieranno contro di lui. Sultan supplica Miran di fermare il fratello. Miran guarda Reyyan, ma lei con un gesto gli chiede di non farlo. Aslan dice ad Azize che quella è casa sua, ma non la sua. Con queste parole lascia la villa Aslanbey.
Hazar confessa a Zehra di non essere riuscito a scoprire la verità e che ormai rimane solo una possibilità: convincere Miran ad andare in ospedale e fare un test del DNA. Ma Hazar dubita che Miran accetterà. Al solo menzionare l’ospedale, Zehra ricorda che una volta Miran aveva donato il sangue per Hazar e che dopo la trasfusione lui aveva avuto una crisi. All’epoca il medico aveva spiegato che una delle possibili cause poteva essere una parentela stretta tra il malato e il donatore. Zehra chiede al marito di trovare quel medico e parlargli. Zehra confessa a Hazar che sente che Miran è suo figlio.
Miran entra nella stanza di Azize e le dice che, se ha ancora dei segreti, è arrivato il momento di rivelarli. Azize assicura di aver già svelato tutto. Miran le chiede chi sia Fusun Aslanbey. Azize risponde che quella donna ormai marcisce sotto terra con tutte le sue buone e cattive azioni. Miran è sorpreso che sua nonna abbia separato Aslan dalla sua famiglia solo per vendetta. Le chiede se davvero non prova nemmeno un briciolo di compassione per loro. Azize, fissando la foto del figlio, dice che non si tratta solo di vendetta, ma di giustizia. Miran afferma che la sua vendetta sta danneggiando tutta la famiglia e che non le permetterà più di fare del male.
Più tardi Reyyan chiede al marito se ha scoperto qualcosa di nuovo dalla nonna. Miran racconta che Azize ha ripetuto esattamente le stesse cose che aveva detto nel cortile. Promette a Reyyan che scoprirà tutti i segreti di Azize. Reyyan vuole sapere come Miran abbia trovato Aslan. Miran spiega che la nonna aveva appena comprato una nuova casa e lui ha deciso di controllarla, ed è lì che hanno trovato Aslan. In quel momento Aslan era in uno stato catatonico e fissava il vuoto. Quando si è ripreso un po’, Miran gli ha chiesto perché non fosse andato da lui a dirgli che erano cugini. Aslan ha risposto che lo ha fatto per volere di una donna che gli forniva tutte le informazioni. Non sa chi sia, perché comunicavano solo per iscritto. Aslan afferma di non aver voluto rivelare la sua identità perché voleva far pagare ad Azize tutto il male. Miran dice a Reyyan che deve scoprire chi passava le lettere ad Aslan e cosa sa ancora quella persona. Reyyan teme Aslan, pensa che ci sia qualcosa di strano in lui, che emani freddo e sventura. Miran rassicura la moglie che da ora in poi saranno molto cauti e che Aslan è solo uno dei tanti a cui la nonna ha rovinato la vita.
Aslan chiama qualcuno e racconta che Azize lo aveva rinchiuso in una delle sue case, ma che poi Miran è arrivato e lo ha portato alla villa Aslanbey. Dice anche al misterioso interlocutore che Azize sostiene sia stata Fusun a rapirlo da piccolo. Il suo interlocutore gli assicura che è una bugia. Aslan risponde che non vede l’ora che Fusun ritorni nella villa e sogna di vedere la faccia di Azize quando scoprirà che Fusun è viva, nonostante lei affermi il contrario.
Sultan pretende che Azize dia ai suoi figli tutto ciò che spetta loro, altrimenti scatenerà una tempesta tale da spazzarla via. Azize, con un sorriso sarcastico, le chiede cosa potrebbe mai dire alla sua famiglia. Sultan le risponde che, se i suoi figli non riceveranno la loro parte entro tre giorni, rivelerà a tutti che Miran è il figlio di Hazar Shadoglu. Azize è sicura che riuscirà a portare a termine i suoi piani malvagi entro quel termine.
Aslan racconta tutto ciò che è successo a Mahfuz e afferma che il giorno dopo si trasferirà alla villa Aslanbey, ma non perché invitato da Azize, bensì perché sarà Miran a farlo. Mahfuz dubita che Miran lo inviterà, ma Aslan è sicuro del suo piano. Mahfuz capisce che Aslan non dovrebbe stare vicino a Reyyan e Miran. Aslan entra nel bagno e distrugge le sue pillole gettandole nel water. Guardando il proprio riflesso allo specchio, dice che prima distruggerà sua nonna e poi porterà via con sé Reyyan.
Gönül arriva all'hotel e racconta ad Azat che il fratello che credeva morto in realtà è vivo e che Aslan è proprio suo fratello. Azat chiama il padre per dargli la notizia, ma Cihan non gli lascia dire nemmeno una parola, spiegando che è partito alla ricerca di Nasuh e che in quel momento nulla è più importante.
Reyyan è preoccupata che Aslan si trovi vicino a loro. Miran rassicura la moglie dicendole che Aslan si fida di lui, ma lui non si fida di Aslan e che devono scoprire chi è la persona misteriosa che manda loro i messaggi. Reyyan ricorda al marito che Sultan ha proposto ad Aslan di vivere con loro sotto lo stesso tetto e teme che lui possa accettare. Miran le promette che non lo permetterà. È convinto che Aslan non sia stato mandato a Midyat solo per vendicarsi della nonna, ma che ci sia dell’altro e deve scoprirlo.
Firat arriva all’uliveto. Su una strada stretta una ragazza cammina impedendogli il passaggio. Firat suona il clacson per farle spazio, ma lei continua a camminare ostinatamente. Firat scende dall’auto e le chiede di spostarsi, dicendole che ha una macchina, non un aereo. La ragazza risponde che, visto che lui è tanto impaziente, lo lascerà passare, dato che deve fare qualcosa di importante in cima alla montagna. Firat torna in macchina e pensa tra sé e sé che ci vuole pazienza per i genitori di quella ragazza e anche per l’uomo che la sposerà.
Sultan racconta al figlio di aver rivelato a Cihan che Hanife è la sorella di Azize. Aslan rimprovera la madre per aver agito alle sue spalle. Sultan spiega che stavano per andarsene e quindi ha deciso di rivelare alla famiglia Şadoğlu il segreto di Azize. Aslan le chiede un paio di giorni di tempo e promette di far esplodere una bomba d'informazione che svelerà tutti i segreti della nonna.
Cihan torna alla villa. Azat gli racconta che Aslan è un membro della famiglia Aslanbey e promette al padre che lo troverà e lo costringerà a confessare tutto. Cihan dice al figlio che non riesce a trovare Nasuh da nessuna parte. Chiede ad Azat di occuparsi delle ricerche del nonno, mentre lui si occuperà di Aslan.
Hazar si dirige all’ospedale regionale per incontrare il medico. Mahfuz lo segue. Mahfuz chiama Asiye e le racconta che Aslan intende trasferirsi nella villa Aslanbey, ma lui non può permettere che viva sotto lo stesso tetto con sua figlia. Dice ad Asiye che ora sta seguendo Hazar e sospetta che vada a parlare con un medico. Mahfuz dichiara che rivelerà a Hazar che Miran è suo figlio. Hazar incontra il medico e gli ricorda che il giorno in cui ricevette la trasfusione ebbe delle convulsioni. Chiede come ciò sia potuto accadere. Il medico spiega che può succedere per due motivi: incompatibilità di fattore Rh oppure trasfusione da un parente stretto, e visto che il donatore non era un parente, significa che avevano fattori Rh incompatibili. Tuttavia, Hazar interpreta la situazione a modo suo e si convince che Miran è davvero suo figlio.
Reyyan arriva all’uliveto a cavallo, seguita in macchina da Miran. Firat parla dei suoi progetti per lo sviluppo dell’uliveto, raccontando che una delle sue idee era costruire una casetta accogliente per Reyyan. Anche Reyyan si unisce al progetto e propone di creare una zona per i turisti. Miran e Firat appoggiano l’idea di Reyyan. Miran racconta che hanno trovato una ragazza in gamba, laureata in agronomia, per aiutarli nel progetto. Miran chiama la ragazza per sapere dove si trova. Dopo la telefonata, chiede alla moglie e all’amico di spostarsi in un’altra parte dell’uliveto per conoscere la nuova collaboratrice.
Mahfuz arriva all’ospedale e chiama Hazar Şadoğlu. Hazar riconosce in lui l’assistente di Aslan e lo rimprovera per averlo seguito, chiedendogli spiegazioni su ciò che vuole da lui e intimandogli di tenersi lontano dalla sua famiglia insieme ad Aslan. Quando sta per andarsene, Mahfuz dice di aver visto anche lui la lettera di Dilşah. Hazar chiede dove sia la lettera, ma Mahfuz risponde di non saperlo, aggiungendo però che sa con certezza che Miran è suo figlio e che Azize sta cercando di spingere Hazar a ucciderlo. Hazar non capisce quale legame abbia Mahfuz con questa faccenda. Mahfuz confessa che si preoccupa solo della vita di sua figlia e che sua figlia è Reyyan.
Zeynep esamina gli ulivi. Miran si avvicina e la presenta a Firat e Reyyan. Firat rimane turbato nel vedere che Zeynep è la stessa ragazza con cui aveva litigato per strada. Reyyan propone a Zeynep di fare una passeggiata nell’uliveto. Firat dice all’amico che avrebbe potuto trovare una collaboratrice più adatta, e non una presuntuosa e litigiosa. Miran lo rassicura dicendo che Zeynep è un’ottima professionista.
Miran chiama Aslan e gli propone di incontrarsi in un posto tranquillo per parlare. Aslan risponde che sono cugini e non hanno bisogno di nascondersi da nessuno, aggiungendo che verrà a cena alla villa, perché quella è la casa di suo padre, ma ha bisogno che Miran lo inviti. Miran prova a rifiutare, ma Aslan insiste dicendo che non vuole più incontri a porte chiuse e che non ha nulla da perdere. Aslan afferma di voler entrare nella villa Aslanbey, vedere la disperazione sul volto di Azize e sedersi al tavolo dove un tempo sedevano i suoi genitori. Poi chiede a Miran se davvero sta chiedendo troppo. Miran, con riluttanza, accetta di invitarlo a cena. Dopo aver chiuso la chiamata, Aslan dice tra sé e sé che Miran si pentirà amaramente di averlo invitato nella villa Aslanbey, ma sarà troppo tardi.
Firat rimprovera l’amico per aver invitato Aslan a casa sua. Miran racconta che è stato Aslan a insistere per essere invitato a cena. Firat è convinto che Aslan stia tramando qualcosa e che non darà loro pace. Tuttavia, Miran afferma che non gli importa dei giochetti di Aslan.
Azize si prepara per un incontro con Aslan, dopo aver ricevuto da lui un messaggio in cui le chiede di vedersi in un luogo affollato, affinché tutti sappiano che lui appartiene alla famiglia Aslanbey.
Miran e Firat si godono la natura, seduti tra gli ulivi. A loro si uniscono Reyyan e Zeynep. Miran chiede a Zeynep come pensa di arrivare all’uliveto per lavorare. La ragazza risponde che troverà una soluzione. Reyyan propone che sia Firat ad accompagnarla in macchina. Firat ricorda subito che Zeynep ha appena detto che troverà da sola un modo per arrivare. Miran insiste affinché Zeynep chiami Firat e lui la porti. Firat è costretto ad accettare, sottolineando però che davanti a lui c’è una ragazza e non un sacco di letame. Zeynep, senza restare in silenzio, racconta una leggenda su un eremita collerico che ha avuto una vita breve a causa della sua rabbia, e tutti capiscono che sta parlando di Firat.
Nel frattempo Cihan ferma l’auto di Aslan e gli ordina di scendere. Cihan colpisce Aslan in faccia e gli chiede che cosa vuole dalla sua famiglia. Aslan dichiara di essere animato dal desiderio di vendetta e che vuole far pagare alla nonna tutte le sue malefatte. Confessa a Cihan che non ha salvato Azat per caso, ma che in quel modo ha rovinato i piani di Azize Aslanbey. Aslan afferma che il suo obiettivo è proteggere tutti dalla vendetta di Azize e che voleva incontrare proprio Cihan perché lo considera il più razionale della famiglia Şadoğlu. Aslan promette di porre fine alla vendetta e di far cadere Azize dal suo trono. Cihan non crede che il ragazzo possa affrontare Azize, ma Aslan lo rassicura dicendo che ha la forza per farlo perché è l’unico erede della famiglia Aslanbey, mentre Miran non ne fa parte. Aslan dice che vuole rivelare questa verità e chiudere la faida. Cihan gli stringe la mano ma lo avverte che se proverà a ingannarlo, distruggerà lui e tutti gli Aslanbey.
Miran dice a Reyyan che non può andare ogni giorno al lavoro a cavallo e le propone di imparare a guidare l’auto. Miran mette la sua amata al volante e le dà la prima lezione di guida.
Azize, incontrando Aslan, gli chiede cosa stia cercando di ottenere. Aslan le ricorda come pochi giorni prima lei avesse raccontato una leggenda, secondo la quale sarebbe stata sua zia Fusun a rapirlo. Poi Aslan rivela alla nonna un terribile segreto: zia Fusun è viva. Aslan consiglia alla nonna di dormire non con un occhio aperto, ma
Con due, perché questo non è l’unico “sorpresa” che l’aspetta. Azize rimane sconvolta, perché era davvero convinta che Fusun fosse morta.
Hazar intanto ripensa al racconto di Mahfuz, il quale gli aveva detto di essere venuto a Midyat non per rivelare a Reyyan di essere suo padre, ma per proteggerla. Mahfuz aveva raccontato a Hazar di aver trovato Aslan, nonostante Azize lo avesse nascosto alla famiglia dicendo a tutti che era morto. Hazar aveva saputo da Mahfuz che, una volta scoperta tutta la verità, Aslan aveva deciso di vendicarsi di Azize e di rendere giustizia anche agli altri. Per questo motivo lui e Mahfuz erano arrivati a Midyat, anche se Aslan non sapeva che Mahfuz fosse il padre di Reyyan. Mahfuz aveva avvertito Hazar che Aslan soffriva di disturbi mentali e da tempo aveva smesso di prendere le sue medicine. Purtroppo Aslan si era dimenticato del vero motivo per cui era venuto a Midyat, perché aveva sviluppato un’ossessione malata per Reyyan, e questo lo rendeva ancora più pericoloso. Mahfuz aveva chiesto a Hazar di raccontare a Miran che lui è suo padre, altrimenti Miran e Reyyan sarebbero stati in pericolo.
Poco dopo, nella villa Aslanbey, tutti si riuniscono per la cena nel cortile. Azize non capisce perché stiano cenando lì e non in terrazza come al solito. Esma spiega che quella sera aspettano ospiti. In quel momento i cancelli si aprono ed entra Aslan. Azize è sorpresa di vedere il nipote. Miran si scusa per non aver avvertito nessuno dell’invito ad Aslan. Aslan precisa che la famiglia lo ha invitato come ospite a casa sua.
Prima di cominciare la cena, Aslan dichiara di aver sempre sognato di sedersi a tavola con la sua famiglia, e ora il suo sogno si è avverato. Aslan offre ad Azize un regalo. Azize osserva la scatola con sospetto, aspettandosi qualche trappola. Ringrazia comunque il nipote per l’attenzione e promette di aprirla più tardi nella sua stanza. Ma Aslan insiste perché la nonna la apra subito. Azize apre con cautela la scatola e dentro trova uno specchio. Aslan spiega che solo lo specchio può togliere le maschere dal volto di una persona, ma bisogna avere il coraggio di guardarci dentro: solo allora, se si guarda bene, si potrà vedere il proprio vero sé. Azize promette di guardare attentamente nello specchio, poi augura a tutti buon appetito.
Aslan prende il cucchiaio, ma gli cade dalle mani. Esma si offre di aiutarlo a servirsi i suoi piatti preferiti, dicendo che ancora non conosce i suoi gusti, ma che li scoprirà presto. Aslan perde il controllo e rimprovera Esma dicendole che non può conoscere le sue preferenze, perché lui non è cresciuto in quella casa insieme a Miran, Firat e sua sorella. Miran propone ad Aslan di andare in bagno a rinfrescarsi il viso. Asiye accompagna l’ospite alla toilette. Reyyan chiede a Miran di andare a controllare se Aslan sta bene. Miran si avvicina al bagno e, attraverso la fessura della porta, vede Aslan che si è lavato il viso e si sta asciugando con un asciugamano. Miran decide di non disturbarlo e torna nel cortile.
Nel frattempo Aslan, guardandosi allo specchio, dice che finora tutto sta andando secondo i piani, ma che d’ora in avanti niente sarà più come prima. Aslan estrae una pistola. Hazar capisce che Azize sapeva che Miran è suo figlio, ed è proprio per questo che lo aveva convocato al villaggio presso il pozzo, per consegnargli il corpo del proprio figlio.
Miran torna a tavola e rassicura la famiglia dicendo che Aslan sta bene, che è solo un momento difficile per lui e per questo si è sentito male. Aslan rientra nel cortile. Azize invita il nipote a sedersi a tavola per cenare tutti insieme come una grande famiglia. In quel momento cade un coltello. Azize guarda con apprensione l’arma e il nipote. Aslan raccoglie il coltello e dice alla nonna che in realtà loro non sono affatto una grande e unita famiglia. Miran mette mano alla pistola. Sultan implora Miran di non peggiorare la situazione e chiede al figlio cosa stia succedendo. Aslan risponde che va tutto benissimo, che vivono in una gigantesca menzogna e che, a parte questo, va tutto bene. Aggiunge che aveva voluto cenare con loro per capire se, dopo tutto ciò che era successo, avrebbero potuto tornare a essere una famiglia, ma ora ha capito che una vera famiglia non lo saranno mai. Aslan dice anche che per loro sarà sempre uno straniero. Confessa che spesso si è chiesto come sarebbe stata la sua vita se fosse cresciuto in quella casa e se sua nonna si sarebbe dispiaciuta se fosse morto. Con queste parole, Aslan estrae la pistola e se la punta alla tempia. Tutti si alzano spaventati. Miran lo implora di abbassare l’arma e di parlare. Ma Aslan risponde che non c’è più nulla di cui parlare.