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Dante Alighieri ✨ || Biografia

Diario di Charlotte14:47

Transcription

Buongiorno, buon pomeriggio e buonasera. Oggi video lezione dedicata al maestro Dante Alighieri. Prima, però, ricordatevi di lasciare un mi piace qui sotto, iscrivervi al canale e seguirmi anche su Instagram. Mi trovate come diero.

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Charlotte, iniziamo subito con questa video lezione riassuntiva sulla vita di Dante. Parleremo poi delle opere di Dante in un'altra video lezione e in un'altra ancora della Commedia. Dante, perché lo studiamo a scuola? Diciamo che Dante è il poeta che assomma tutta la civiltà del Medioevo. Da una parte, lui ha una concezione religiosa tipica del Medioevo, perché considera la realtà sottoposta all'ordine stabilito da Dio ed è colui che scrive il poema sacro a cui ha posto mano Cielo e Terra. Dante, banalmente, è considerato il padre della lingua italiana, perché dopo la Commedia, il volgare fiorentino è diventato la lingua della letteratura.

Vediamo quindi la vita del nostro Dante Alighieri, o per meglio dire, Durante. Perché? Perché Dante è la forma ipocoristica di Durante, figlio di Alighiero. La forma Alighieri entra in uso a partire da Boccaccio, perché Boccaccio è un grandissimo studioso di Dante, scrive il trattatello, un laude di Dante, fa una critica della Commedia fino al diciassettesimo canto dell'Inferno, perché poi si ammala di scabbia e anche per condizioni fisiche dovute all'obesità che probabilmente aveva. Muore, però, scrive, commenta la Commedia e studia Dante.

Vedete qui una linea di discendenza, un albero genealogico di Dante, dove notiamo quindi l'antenato Cacciaguida, che Dante incontrerà nel Paradiso. Vedete poi qui il padre Alighiero, che avrà con Bella degli Abati, la madre di Dante. Avrà tre figli, tra cui Dante e la sorella Gaetana. Dante nasce a Firenze nel 1265 e morirà nel 1321. La sua famiglia, come ormai saprete, fa parte della piccola nobiltà cittadina ed è Guelfa. Il trisavolo Cacciaguida aveva ricevuto da Corrado II il titolo di cavaliere e Dante, come vi dicevo, lo incontra nel Paradiso. Il padre di Dante pratica l'attività mercantile e finanziaria.

Dal punto di vista della formazione, sappiamo che Dante presenta nell'Inferno un personaggio, nel quindicesimo canto, Brunetto Latini, come il suo maestro. Infatti, per quanto riguarda la prima formazione di Dante, non ci sono delle notizie certe, però possiamo intuire che Dante abbia tratto proprio l'esempio dal Tresor e dal Tesoretto di Brunetto Latini per la poesia dottrinale e didascalica.

Nel 1274, Dante incontra Beatrice per la prima volta. La storia d'amore tra Dante e Beatrice è da lui raccontata nel prosimetro La Vita Nova. La incontra per la prima volta nel 1274, quindi quando lui ha 9 anni, e la reincontra quando lui ne ha 18. Chi è questa Beatrice? È una donna-angelo. Non esiste, probabilmente, il suo vero nome era Bice Portinari ed era la figlia del banchiere Folco Portinari.

In questo periodo, quindi, Dante impara da sé l'arte di dire parole in rima. Dunque, abbiamo delle notizie sulla sua formazione culturale: legge i poeti provenzali, legge i siciliani, però la sua figura, la sua esperienza ruota attorno a Beatrice, ruota attorno a Beatrice, sì, dal punto di vista ideale, dal punto di vista pratico.

Nel 1285, quindi circa 10 anni dopo il primo incontro con Beatrice, si sposa Gemma Donati. Si sposa Gemma Donati, a cui lui era già stato promesso ben molti anni prima, quando aveva 12 anni. Da Gemma Donati, la povera Gemma, che è sempre ricordata nei meme degli studenti per la sua infelicità dovuta a questo matrimonio molto positivo, dato che lui passa tutta la vita a parlare di Beatrice. Comunque sia, avrà tre figli o forse quattro, uno sia incerti con Gemma Donati, e sappiamo con certezza che Pietro e Jacopo saranno tra i primi commentatori della Commedia.

Frequenta Gianni Alfani, Lapo Gianni e Guido Cavalcante. Di Guido Cavalcante abbiamo parlato nella video lezione sul Dolce Stil Novo, che vi lascio qui. Poeta importantissimo e grande amico di Dante, che esilia, ma nel sonetto "Guido, io vorrei che tu e Lapo ed io" celebra proprio la loro amicizia e il loro ideale di vita cortese.

Nel 1290 accade qualcosa di molto, molto sconvolgente per Dante: infatti, muore Beatrice. Tra il '92 e il '93, lui allora scrive La Vita Nova, dove racconta proprio il suo amore con Beatrice, dal primo incontro alla sua morte. Inizia dalla morte di Beatrice un periodo per Dante di traviamento, ma anche di studio. Si dedica alla filosofia e approfondisce i classici latini, come Virgilio, che considera il suo maestro e il suo autore. Come vedremo, Virgilio guiderà Dante nel suo viaggio infernale e nel Purgatorio.

Le letture di Dante sono quindi Virgilio, Orazio, Lucano, Cicerone e Aristotele. Attenzione, Aristotele è un autore greco, un filosofo greco. Naturalmente, Dante lo legge in latino, perché non c'è stata ancora la riscoperta del greco, che avverrà dopo la caduta di Costantinopoli e dopo lo spostamento degli intellettuali bizantini. Legge Tommaso d'Aquino, Severino Boezio, Agostino di Ippona, peraltro Agostino di Ippona, grande ispiratore del Petrarca, e Alberto Magno. Quindi legge molta filosofia.

Dal 1295 inizia, però, anche la sua esperienza politica. Combatte come cavaliere a Campaldino nel 1289 e anche a Caprona nello stesso anno, quindi prima contro Arezzo e poi contro i Pisani. Vi ricordate che abbiamo detto nella scorsa videolezione che a Campaldino incontra proprio Cenne da la Chitarra? Probabilmente. Vi lascio comunque qui la lezione sui poeti comico-realistici.

È importante dire che dal punto di vista politico a Firenze ci sono delle lotte, in particolare le lotte tra i Guelfi e i Ghibellini, ma anche le lotte tra i Guelfi neri e i Guelfi bianchi. Cosa succede? Che nel 1266 c'è la battaglia di Benevento. Bene, prima di questa battaglia, Firenze è governata dai Ghibellini. Nel momento in cui muore Manfredi, il figlio di Federico II di Svevia, Manfredi, che Dante ci ricorderà nel terzo canto del Purgatorio come colui che era biondo, bello e di gentile aspetto. Bene, quando muore Manfredi, il potere viene preso dai Guelfi. Però, poi, tra i Guelfi ci saranno due fazioni: i Guelfi neri e i Guelfi bianchi, che si scontreranno.

Nel frattempo, Dante decide di iscriversi all'arte dei Medici e degli Speziali e dopo vedremo bene perché. Pochi anni dopo, nel 1300, è Priore di Firenze, che è una suprema magistratura cittadina. Ma voi, studiando Dante, non vi chiedete come mai si iscriva all'arte dei Medici e degli Speziali, dato che non è né un medico né uno speziale? Perché? Perché nel 1293 Giano Della Bella modifica gli ordinamenti della giustizia. Cosa fa? Dice: "I nobili non possono più accedere alla vita politica, bisogna far accedere la piccola nobiltà alle cariche politiche". Piccola nobiltà qui era preclusa la possibilità. Per farlo, però, questa piccola nobiltà deve iscriversi ad un'arte. E quindi, per questo Dante, per fare carriera politica, si iscrive all'arte dei Medici e degli Speziali.

Per Firenze, però, è un periodo difficile, perché lottano due famiglie, come vi dicevo, quella dei Cerchi, dei Guelfi bianchi, e quella dei Donati, dei Guelfi neri. Inoltre, Papa Bonifacio VIII, colui che nel 1303 verrà anche oltraggiato ad Anagni dagli emissari di Filippo IV il Bello, mira a imporre il dominio della Chiesa in Toscana. Dante sarebbe "super partes", quindi al di sopra delle parti, però diciamo che è più vicino ai Bianchi, che difendono la libertà di Firenze e la piccola nobiltà, mentre i Guelfi neri appoggiano Bonifacio VIII.

Dante nel 1300, dicevamo, diventa Priore, e questa è un'importante magistratura. Però a Firenze la situazione è molto difficile. È costretto a firmare un provvedimento di esilio per i capifazione Guelfi, in particolare anche per l'amico Guido Cavalcanti. Nel 1301, Dante è uno dei tre ambasciatori mandati dai Guelfi bianchi per sondare le intenzioni di Bonifacio VIII. Però le richieste dell'ambasceria non sono ascoltate. Guelfi neri e Guelfi bianchi continuano a combattersi e Carlo di Valois viene inviato dal Papa in Toscana per fare da paciere. Però, in realtà, non fa da paciere, ma favorisce i neri, che si impadroniscono di Firenze, scatenano le persecuzioni contro la parte sconfitta e che simpatizza per i Guelfi bianchi. Viene condannato all'esilio, condannato nel 1302, accusato di baratteria. Non essendosi però presentato per discolparsi, due mesi dopo viene condannato a rogo.

Quindi inizia una sorta di viaggio di peregrinazione dal 1303 in poi con gli esuli bianchi. Da parte di Dante, inizialmente cerca di allearsi con gli esuli bianchi, spera nella mediazione del Papa, spera di poter essere reintegrato. Però, dopo la battaglia della Lastra del 1304, i bianchi vengono sconfitti dai neri a Firenze e Dante capisce che non c'è cosa. Si allontana dagli esuli e passa l'esilio da solo.

Passa l'esilio da solo, inizia quindi a vagare per le corti, va dai Malaspina, dai della Scala, dai da Polenta e inizia a stendere l'Inferno, il De vulgari eloquentia e il Convivio. Pensa sempre a Firenze, vorrebbe tornarci, però osserva le situazioni dell'Italia, riflette sulle ragioni della crisi e non si sente comunque pronto, anche perché a Firenze, in Toscana, lui sarebbe condannato a rogo. Vorrebbe il ritorno dell'Impero, mentre progetta la Commedia, pensa proprio a una restaurazione dell'Impero.

Nel 1310, Arrigo VII, il cui vero nome sarebbe Enrico VI di Lussemburgo, scende in Italia per essere incoronato con il consenso di Papa Clemente V. Perché? Perché è cambiato il Papa. Nel 1303, poco dopo l'oltraggio di Anagni, Bonifacio muore, è vecchio, malato e anche oltraggiato. Sappiate che dal 1309 la sede papale viene spostata da Avignone e vi rimarrà fino al 1377. Quindi qui siamo nel 1310 e dunque Clemente V è un papa francese. Comunque sia, arriva Arrigo VII, scende in Italia per essere incoronato, però non va come spera Dante, perché il Papa si comporta in modo ambiguo, le città italiane resistono all'arrivo dell'imperatore e muore l'imperatore nel 1313. Quando muore anche l'imperatore, Dante dice: "E vabbè, allora qui stiamo proprio male" e inizia anche a progettare il De Monarchia.

Va a Verona da Cangrande della Scala, che è importantissimo, perché si trova proprio nell'epistola dedicatoria, e a lui indirizzata, del 1316, epistola dedicatoria della Commedia. Nel 1315, a Dante viene offerta un'amnistia, però lui è sdegnato, la rifiuta. Quindi, negli ultimi anni, vive a Ravenna, presso i da Polenta, e viene comunque sia molto celebrato perché è diventato ormai un grandissimo poeta. Finisce il Paradiso e nel 1321 muore a Ravenna.

Vi lascio alla prossima video lezione dedicata invece alle opere del Sommo.

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