Transcription
Ciao, sono Patrick Sharif e ogni martedì e venerdì alle 14:00 pubblico un video sui Promessi Sposi. Oggi vediamo il riassunto del capitolo 9. Tanto ti comunico che è uscito il mio libro dedicato ai Promessi Sposi, grazie al quale potrai semplificare il tuo studio. Per ogni capitolo troverai un riassunto breve e un riassunto dettagliato, suddivisi in sequenze. Sono inoltre indicate le tecniche narrative e riportati i pensieri, le emozioni e i dialoghi di tutti i personaggi. Il libro è disponibile in libreria e su Amazon (trovi il link in descrizione e nel primo commento).
Renzo, Lucia e Agnese sono giunti dall'altra parte del lago, dove li attende un barroccio, ossia un piccolo carretto a due ruote. Questo li conduce a Monza. Il barrocciaio trova loro una sistemazione in un'osteria, dove possono riposarsi per qualche ora. Renzo si separa immediatamente dalle due donne per recarsi a Milano, mentre Lucia e Agnese vengono accompagnate dal barrocciaio al convento dei frati cappuccini. Qui consegnano la lettera di fra Cristoforo al padre guardiano.
Il padre guardiano dice loro che l'unica possibilità di salvezza è quella di ottenere la protezione della Signora, ossia una monaca molto potente che risiede nel convento di Monza. Arrivati al convento, il padre guardiano lascia Lucia e Agnese in un cortiletto insieme alla fattoressa, mentre lui si dirige per l'udienza alla Signora. Tornato il padre guardiano, possono finalmente entrare nel parlatorio e parlare con la famosa Signora. Quest'ultima è curiosa di sapere, soprattutto da Lucia, che cosa è successo. La Signora dice che è possibile dar loro rifugio al convento. La Signora congeda Agnese, il padre guardiano rimane sola con Lucia.
A questo punto, Manzoni fa partire un flashback riguardante la storia, il passato della monaca di Monza, il cui vero nome è Gertrude. Gertrude era la figlia di una famiglia molto potente. Il principe padre voleva lasciare l'eredità intatta e, per questo motivo, aveva deciso che tutti i figli nati dopo il primogenito avrebbero preso la vita monacale. All'età di sei anni, Gertrude entra in un monastero per ricevere l'educazione. All'interno del monastero, Gertrude ha tutta una serie di privilegi; è viziata, dunque felice, si sente orgogliosa e allo stesso tempo vuole suscitare l'invidia delle altre giovani ragazze. Molte di queste ragazze non sono destinate alla vita monacale e queste ragazze molto spesso parlano tra loro sognando come sarà la loro vita mondana dopo il matrimonio. Gertrude inizia così a provare un nuovo desiderio: quello di abbandonare la vita, la strada monacale. Gertrude chiede consiglio a una compagna, la quale le suggerisce di scrivere una lettera al principe padre. Gertrude non riceverà mai una risposta a questa lettera, ma un giorno la badessa dice che il padre è in preda a una grande collera. La badessa, dunque, le fa scrivere una supplica al vicario. La legge del tempo richiedeva, per diventare monaca, il rispetto di una determinata procedura: la futura monaca doveva scrivere una supplica al padre vicario in cui diceva appunto di voler abbracciare la vita monacale, trascorrere un mese fuori dal monastero e infine sottoporsi a un colloquio col padre vicario.
Arriva finalmente il tanto temuto giorno, ovvero il ritorno di Gertrude alla casa paterna per trascorrere quel mese che la legge imponeva. Durante il suo soggiorno nella casa paterna, la vita di Gertrude si svolge in totale isolamento dal mondo esterno. Il padre, la madre e il fratello maggiore, persino la servitù, si comportano in maniera fredda e indifferente nei suoi confronti. L'unica eccezione viene da parte di un paggio, il quale mostra una certa attenzione, un certo affetto. Gertrude subito si innamora e un giorno scrive un biglietto d'amore. Una domestica lo scopre e lo consegna al principe padre. Il principe padre la condanna a una prigionia nella sua stanza. Così Gertrude scrive una lettera al padre in cui, oltre a chiedergli perdono, scrive di essere disposta ad accettare le sue volontà. E qui si conclude. Iscriviti al canale e noi ci vediamo al capitolo 10. In bocca al lupo!