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Pirandello - Il fu Mattia Pascal (Riassunto per capitoli)

Letteratura Italiana - Patrick Cherif20:58

Transcription

Ti ricordo che su Pirandello ho fatto altri video, puoi trovarli scrivendo "Pirandello Patrick Sheriff".

Ciao, sono Patrick Sheriff, docente universitario di letteratura italiana, e oggi vediamo il riassunto per capitoli del "Fu Mattia Pascal" di Luigi Pirandello.

Se hai problemi con la scrittura, ti consiglio il mio libro dedicato alla stesura del tema per la scuola superiore e la maturità. Si tratta di una guida chiara e completa in cui ti insegno il mio metodo per fare un tema perfetto. Grazie alle spiegazioni pratiche affiancate da esempi concreti, imparerai ad analizzare le tracce, trovare le idee, argomentare e scrivere bene. Potrai così affrontare facilmente il tema e la prima prova della maturità. Il libro è disponibile su Amazon, trovi il link in descrizione e nel primo commento.

L'opera si apre con una premessa in cui il protagonista dice di voler narrare le sue strane vicende e lasciare nella biblioteca in cui lavora un manoscritto che, però, dovrà essere letto soltanto 50 anni dopo la sua morte.

Nella seconda premessa del romanzo, il protagonista Mattia Pascal dice di aver scritto quest'opera su consiglio di Don Eligio, bibliotecario anchegli nella biblioteca in cui Mattia sta lavorando e in cui ha lavorato già in passato, già una volta. Poi maledice Copernico, in quanto con la sua scoperta, mostrando che la Terra ruota intorno al sole e non viceversa, ha tolto agli uomini ogni certezza, facendoli sentire degli atomi infinitesimali.

A questo punto parte una lunga analessi in cui Mattia racconta la sua infanzia. Mattia, insieme a suo fratello Roberto, è figlio di un ricco commerciante che, però, dopo esser morto, lascia una grande eredità che i figli e la madre non sono in grado di gestire e pertanto viene gestita dall'amministratore Batta Malagna, il quale è soprannominato "La Talpa" in quanto, piano piano, erode la ricchezza di questa famiglia e li deruba da sottoterra, come farebbe una talpa, ovvero in maniera nascosta.

I due fratelli, Mattia e Roberto, hanno un'infanzia spensierata, passata a divertirsi, a compiere anche delle sciocchezze, delle scelleratezze, a condurre una vita scapestrata e a girovagare, a non avere nessun mestiere, a prendere delle lezioni dall'istruttore privato Pinzone e, ogni tanto, a ricevere delle visite dalla severa zia scolastica.

Batta Malagna, intanto, è rimasto vedovo e senza figli e per questo decide di sposarsi con una giovane ragazza del posto, ovvero Olivia. Ricordiamoci che siamo a Miragno. Olivia, però, non riesce a dare figli a Batta Malagna, il quale così la maltratta, arrivando addirittura a picchiarla.

Nel frattempo, Pomino, migliore amico di Mattia, chiede a quest'ultimo aiuto per riuscire a conquistare il cuore di Romilda, anche perché Romilda sembra essere al centro delle mire di Batta Malagna, che, appunto, insoddisfatto del suo matrimonio senza figli con Olivia, pare essere interessato a Romilda. Mattia va così a parlare con Romilda più volte, con l'obiettivo di fare da tramite per l'amico, ma alla fine Mattia si innamora di Romilda. Tra i due nasce la passione e Romilda rimane incinta.

Batta Malagna, quando scopre questo, decide di prendere Romilda come se fosse sua moglie e di crescere il figlio di Romilda come se fosse il suo. Ma Mattia intreccia una relazione anche con Olivia, mettendo incinta anche quest'ultima, e quando Batta Malagna scopre che finalmente Olivia è rimasta incinta e crede che il figlio di Olivia sia suo, decide di non poter più allevare anche il figlio di Romilda e così costringe Mattia a sposare Romilda.

Mentre Batta Malagna torna a vivere tranquillamente con Olivia, Mattia così si sposa con Romilda, la quale ha una madre, la vedova Pescatore, socera di Mattia, che però è una persona insopportabile e sia Romilda che la vedova Pescatore, trasferitisi a casa di Mattia insieme anche la madre di quest'ultimo, rendono la vita impossibile a Mattia, maltrattando continuamente anche la madre di Mattia, che un giorno viene finalmente portata via di casa dalla zia scolastica, che la conduce a vivere con sé.

Mattia è occupato e per questo motivo è spesso rimproverato dalla vedova Pescatore, ossia sua suocera. Un giorno, finalmente, Mattia riesce a trovare un'offerta di lavoro grazie a Pomino, che consiste, appunto, nel lavorare nella biblioteca abbandonata del paese. Qui Mattia scopre che ci sono tantissimi topi e scrive un'istanza al comune per avere dei gatti e disinfestare così la biblioteca. Poi trascorre le sue giornate a leggere i libri di filosofia che gli sconvolgono la mente e, per alleggerire questo peso che i libri gli hanno dato, fa delle lunghe passeggiate sulla spiaggia, dove riflette sia sulla filosofia sia sulla monotonia della sua vita, che vorrebbe anche abbandonare, ma che ha paura, in quanto la vita monotona rappresenta per lui anche una sicurezza.

Romilda, ricordiamolo, era incinta e si scopre che è incinta di due gemelle. Entrambe nascono, ma una muore immediatamente dopo la nascita, mentre un anno dopo muore contemporaneamente sia la seconda gemella sia la madre di Mattia. Sconvolto da questo lutto, dopo l'ennesimo litigio con la vedova Pescatore, Romilda, Mattia decide di abbandonare tutto e di scappare in America. Pensa così di raggiungere Marsiglia per poi raggiungere il nuovo continente.

Durante il viaggio, però, si ferma a Nizza e ha dei ripensamenti. Non sa se andare davvero in America. A Nizza si imbatte in una bottega dove trova un opuscolo dove viene spiegato come giocare alla roulette e così decide di dirigersi a Montecarlo a giocare al casinò con le 500 lire che suo fratello Roberto gli aveva inviato per fare il funerale alla madre, funerale che, però, era stato già pagato dalla zia scolastica.

Al Casinò di Montecarlo, Mattia gioca e vince per 12 giorni consecutivi, poi comincia a perdere. Dopo aver visto il suicidio di un altro giocatore, decide di smettere di giocare e di andarsene via con la somma che ha vinto, che corrisponde a 82.500 lire, una grande somma per l'epoca. Ormai ricco, Mattia pensa di tornare finalmente al suo paese, a Miragno, e di sbattere in faccia questa cifra, questi soldi, alla vedova Pescatore e a Romilda, riuscendo così a ottenere il rispetto che tanto aveva desiderato.

Durante il viaggio, mentre si trova in treno per Miragno, però, si imbatte in un giornale in cui legge la notizia della sua morte. Infatti, nel paese è stato trovato affogato un uomo, la cui decomposizione l'ha reso irriconoscibile e tutti hanno riconosciuto in quest'uomo Mattia Pascal. Essendo al lutto della figlia e della madre, la motivazione del suicidio. Inizialmente Mattia è sconvolto dalla notizia, vorrebbe subito tornare a Miragno per smentirla. Tuttavia, mentre sta facendo il viaggio di ritorno, pensa che questa morte lo ha reso finalmente libero e che, inoltre, ha anche tanti soldi per mantenersi. Così scende dal treno e prende un treno diretto a Torino, pensando di fare una nuova vita.

Durante questo viaggio, sente dei passeggeri che stanno dialogando fra loro e trae lo spunto per il suo nuovo nome. Così decide di abbandonare il nome Mattia Pascal e di chiamarsi Adriano Meis. Poi si taglia i capelli, si fa crescere la barba e indossa degli occhiali azzurrini con cui nascondere il suo occhio storto. Dopodiché si inventa un passato, ovvero decide che Adriano Meis è nato in Argentina, si è trasferito a Torino in giovane età e poi è rimasto a vivere in Italia, girando per l'Europa. E per dare più credibilità a questo suo passato, si dirige anche a Torino per memorizzare nella sua mente i luoghi d'infanzia in cui è cresciuto.

Adriano Meis, Mattia, o meglio Adriano, ma si sente finalmente libero, ma anche solo. Tuttavia, artefice della propria vita e gode di questa libertà facendo una serie di viaggi all'estero, soprattutto in Germania. Durante questo suo peregrinare, però, si accorge che il fatto di non avere un'identità ufficiale non gli permette di comprare nulla, nemmeno un cagnolino. Si tratta dunque di una libertà fittizia. Inoltre, durante i suoi soggiorni nei vari alberghi, si sente solo, finché non incontra e conosce un certo Cavalier Tito Lenzi, che, però, si rivela essere un bugiardo. E a questo punto Adriano Meis scopre di non poter avere amici e di non poter possedere oggetti, proprio a causa della sua identità fittizia.

Durante un suo viaggio a Milano, poi, in un tram, si imbatte in un vecchietto che elogia la tecnologia, in quanto grazie al tram può attraversare in poco tempo tutta la città. E Mattia pensa che la scienza dà all'uomo l'illusione della felicità. E Mattia comincia a provare il profondo desiderio di avere una vita normale. Per questo motivo, unito al fatto che viaggiando per tutta l'Europa sta finendo velocemente i suoi risparmi, Adriano Meis decide di trasferirsi a Roma, dove prende in affitto una camera ammobiliata all'interno di un appartamento dove abitano altre persone, tra cui il proprietario Anselmo Paleari, sua figlia Adriana, suo suocero Terenzio Papiano, il fratello di quest'ultimo Scipione, che è anche epilettico, e un'altra affittuaria Silvia Caporale.

Nel momento in cui giunge Adriano Meis, Terenzio Papiano non è presente e le serate trascorrono felici e tranquille, serene, nella terrazza dell'appartamento, dove Adriano discute, chiacchiera sia con Adriana che con Silvia Caporale. Riguardo al signor Anselmo Paleari, quest'ultimo è ossessionato dalla morte e dal paranormale e reputa Silvia Caporale una grande medium. Sull'ossessione di Anselmo Paleari è illuminante anche un episodio. Infatti, una sera Adriano Meis scambia un'acquasantiera presente nella sua camera per un posacenere e vi spegne la sua sigaretta. Il giorno dopo l'acquasantiera è subito sostituita con un posacenere e la sera Anselmo Paleari dice che Roma era stata resa un'acquasantiera dai papi, che però poi gli italiani hanno trasformato in un portacenere.

La vita di Adriano Meis a Roma trascorre tranquilla, con lunghe passeggiate di Adriano per le vie della città, in cui Adriano si interroga e riflette sulla sua nuova vita. Una sera, però, rientra a Roma Terenzio Papiano, che è rientrato appunto da Napoli. Terenzio, appena sa che nell'appartamento c'è un nuovo inquilino, ovvero Adriano, appare molto sospettoso e interroga sul nuovo arrivato sia Silvia Caporale sia Adriana. Questo episodio turba Adriano Meis, che appunto vuole nascondere il proprio passato e vorrebbe quindi abbandonare Roma. Tuttavia, non riesce a farlo perché si accorge di essere innamorato di Adriana.

Inoltre, Adriano scopre anche che Terenzio e Silvia Caporale sono amanti. Questo fatto lo turba, perché Terenzio Papiano vuole sposare Adriana, poiché è rimasto vedovo della figlia di Anselmo Paleari e sposando Adriana potrebbe evitare di restituire ad Anselmo la dote che aveva ottenuto col matrimonio dalla prima moglie. Quindi Terenzio non ama davvero Adriana, che viene a più riprese infelice a causa di questo personaggio.

Nei giorni successivi, Terenzio continua ad interrogare Adriano e ad indagare sul suo passato, finché un giorno non porta nel suo appartamento lo Spagnolo, ovvero un personaggio che Mattia Pascal aveva conosciuto al casinò a Montecarlo. Questo episodio mette in guardia Adriano, che vuole troncare definitivamente col suo passato e così decide di operarsi all'occhio per eliminare il suo strabismo ed eliminare definitivamente ogni legame col proprio passato, in quanto l'occhio storto era l'unico elemento fisico che gli ricordava che una volta era stato Mattia Pascal.

Operatosi così all'occhio, Adriano conduce una lunga convalescenza al buio nella sua stanza, in quanto dopo l'operazione non può più guardare la luce del sole per un lungo periodo. Durante questo periodo di convalescenza, vorrebbe ricevere le visite di Adriana, ma riceve invece molto spesso le visite di Anselmo Paleari, che gli parla spesso di temi strani, assurdi, bizzarri, tra cui vi è quello dello "strappo nel cielo di carta", un episodio molto importante su cui farò un video specifico. E durante questi incontri, Anselmo Paleari espone anche la sua "lanterninosofia". Anselmo Paleari, poi, propone di organizzare delle sedute spiritiche all'interno della stanza buia di Adriano Meis, il quale accetta.

Viene così organizzata non solo una seduta, ma tante sedute durante le varie serate. In queste sedute succedono delle cose bizzarre e Adriano pensa che lo spirito che si manifesta nella sua stanza buia durante le sedute spiritiche sia il cadavere ritrovato nel suo paese e che è stato scambiato per lui. Durante queste sedute, inoltre, Adriano e Adriana si tengono per mano e finalmente Adriano riesce a baciare Adriana.

Una volta tolte le bende all'occhio e finalmente guarito, Adriano Meis pensa a tutto il suo percorso che l'ha portato dagli inizi fino ad arrivare a baciare Adriana. Quest'ultima, un giorno, entra nella sua stanza e gli dà il conto del medico, in quanto bisogna pagare per l'operazione. E mentre Adriano cerca i soldi, si accorge che gli sono state rubate 12.000 lire e sospetta fortemente che l'autore del furto sia stato Scipione, il fratello epilettico di Terenzio Papiano. Tuttavia, non può denunciarlo in quanto Adriano non ha una vera e propria identità ufficiale. E così prega Adriana di non dire niente a nessuno e di tenere il fatto per sé.

Poi esce a girovagare per le strade di Roma a pensare alla sua vita e arriva a considerare la propria ombra addirittura più viva di lui. Dopodiché torna alla pensione, dove trova Anselmo Paleari e Terenzio Papiano che discutono animatamente a proposito del furto. Adriano, per evitare problemi, dice di essersi confuso e di aver ritrovato il denaro. Allora Terenzio Papiano, per allentare la tensione, propone di far visita al Marchese Gio d'Oletta e tutti si dirigono nel suo palazzo, dove trovano il pittore Manuel Bernaldez che sta facendo il ritratto della cagnetta di Pepita Pantogar.

Adriano, che ha deciso di allontanarsi da Adriana in quanto non può sposarla non avendo un'identità ufficiale e non vuole più farla soffrire, per comunicarle questo distanziamento inizia a corteggiare Pepa, suscitando però la gelosia e l'ira del pittore che lo sfida a duello. Così Adriano, per accettare il duello, cerca dei padrini, ma Anselmo Paleari si rifiuta, Terenzio Papiano si rifiuta e gli suggerisce di cercare dei padrini tra gli ufficiali dell'esercito. Ma anche in questo caso Adriano non solo non trova dei padrini, ma viene addirittura sbeffeggiato.

A questo punto Adriano si sente umiliato, ferito e arrabbiato e vuole vendicarsi con i responsabili di quella situazione, ovvero Romilda e la vedova Pescatore. Così decide di tornare a Miragno. Si avvia così al Ponte Margherita, dove lascia il suo bastone, un cappello e un biglietto d'addio, facendo credere a tutti di essersi suicidato buttandosi nel fiume. Adriano prende così un treno per dirigersi a Roma e in un secondo momento a Pisa, dove apprende in un giornale del suicidio di Adriano Meis.

A questo punto, Adriano, o meglio Mattia Pascal, si dirige a Oneglia a far visita a suo fratello Roberto, il quale lo accoglie con grande gioia e gli comunica che nel frattempo Romilda si è sposata con Pomino, ma che questo matrimonio può essere annullato se Mattia Pascal si presenta e dice di essere vivo. Così Mattia, deciso a vendicarsi, prende un treno per dirigersi a Miragno.

Giunto a Miragno, bussa alla casa di Pomino, dove, quando gli viene aperto, viene inizialmente scambiato per un fantasma, suscitando l'orrore di tutti. E dopo aver visto che Romilda e Pomino hanno avuto una neonata, Mattia pensa di non voler danneggiare e fare del male gratuitamente a questa neonata, così comunica loro che non denuncerà di essere vivo e che si ritirerà a vivere da un'altra parte, lasciandoli in pace.

Così Mattia Pascal li saluta e inizia a girovagare per il paese e pensa alle sue vicende e si accorge anche che nessuno lo riconosce. A questo punto Mattia si ritira a vivere nella casa di sua zia scolastica e riprende il suo vecchio lavoro da bibliotecario nella biblioteca del paese. Don Eligio, che è il nuovo bibliotecario, consiglia infine di scrivere la sua bizzarra storia, che Mattia scrive impiegando 6 mesi e ogni tanto Mattia si dirige anche al cimitero a salutare la lapide dove è sepolto quel suicida che è stato scambiato per lui, lapide che, appunto, porta il nome di Mattia Pascal. E a chi gli chiede chi sia, Mattia risponde: "Io sono il Fu Mattia Pascal".

Con questo ho concluso. Ti ricordo che su Pirandello ho fatto altri video, puoi trovarli scrivendo "Pirandello Patrick Sheriff". Se hai domande, scrivimi su Instagram, ti risponderò con un vocale. Ti ricordo infine il mio libro dedicato al tema per le superiori e la maturità, disponibile su Amazon, trovi il link nel primo commento in descrizione. Ti ringrazio per l'attenzione e in bocca al lupo!